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Lanzarote Quemao Class: La Saga di Roberto D’Amico tra le onde di El Quemao​

Era il 2015 quando, sulle coste di Lanzarote, nasceva un evento che avrebbe cambiato il panorama sportivo europeo: la Lanzarote Quemao Class. Concepita dal nativo di Lanzarote Jorge López – meglio conosciuto come “El Goma” – la competizione è poi diventata il palcoscenico per atleti di fama mondiale. Una celebrazione dell’amicizia e del surf, ma anche un tributo a un’icona locale, David Infante, noto come “El Fula”, che ha perso la vita nel 2009 ­affrontando l’imponente El Quemao.

ROBERTO D’AMICO E L’IMPATTO CON EL QUEMAO

Nel corso degli anni, la Lanzarote Quemao Class è cresciuta, assumendo nuove direzioni sotto la guida di Francisco Saénz e Lorenzo Suárez. L’energia e la potenza delle onde rendono questa competizione un evento straordinario, richiamando surfisti da tutto il mondo. Tra questi spicca il nome del team rider CityBeach Roberto D’Amico, che da diverse edizioni porta il tricolore tra le burrascose acque di El Quemao. “La sensazione ogni anno è differente – racconta D’Amico – più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto effettivamente sia pericoloso questo spot. Un mix di adrenalina e paura che mi mantengono vivo. Non sapevo nemmeno di essere nella lista, ho surfato le nostre onde di casa, per cui fisicamente mi sentivo bene. Ma avrei preferito una sessione a El Quemao prima della gara!”.

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Ph: @quemao_class

“L'ARMERIA” DEL SURFISTA: I SEGRETI PER DOMARE EL QUEMAO

Affrontare uno spot come El Quemao, in effetti, richiede più di un tocco di follia: è essenziale avere una preparazione fisica e mentale adeguata, ma soprattutto, l’attrezzatura giusta. Così – nel raccontarci la sua avventura tra le acque a ridosso della spiaggia di La Santa – Roberto D’Amico ha condiviso anche qualche suo segreto in merito. “Ho lo stesso quiver da diversi anni – racconta – Pukas Cristal courtain. Da 6.2 a 6.8 da scegliere in base alle condizioni. Uso molto volume ed uno shape abbastanza aggressivo per affrontare un take off a testa in giù”. Ma c’è di più: oltre all’attrezzatura standard, molti bodyboarder hanno introdotto accessori aggiuntivi, come i caschetti, spinti dalla pericolosità di El Quemao. “Collezionando tanti wipeout ti rendi conto che non dipende da te ma dall’onda – riporta D’Amico – Al Quemao il 90% delle volte in cui cadi batti sul fondo. Non c’è da vergognarsi, è solo un modo per proteggere la testa”.

GENERAZIONI A CONFRONTO

Roberto D’Amico e le sue tavole non erano però soli tra le acque di El Quemao, divideva, infatti, la scena – tra gli altri – con il pluripremiato Big Wave Rider sardo Francisco Porcella. Due surfisti per certi versi diversi, ma accomunati dall’italianità e dalla passione per le onde, che li ha portati con coraggio fino alle coste di Lanzarote. “Io e Francisco siamo cresciuti in modi totalmente diversi – racconta D’Amico – Provo grande rispetto e stima nei suoi confronti e per come affronta situazioni estreme in totale tranquillità. È un bel pazzo ehehehe”.

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Ph: @quemao_class

Ma c’è di più in questa storia. I “caddies” di D’Amico e Porcella, due giovani promesse del surf, italiani a loro volta. Stiamo parlando di Rocco Rigliaco – un treno del surf a soli 10 anni – e Matteo Calatri, campione italiano che affianca Francesco Porcella. È un mix di generazioni, un incontro tra il passato e il futuro del surf italiano. “Anche se piccolo (Rocco Rigliacco, ndr.) ho una grande stima di lui – spiega il team Rider CityBeach – ci vogliamo bene come due fratelli ed ero sicuro che se in caso fosse servito sarebbe stato più attento di chiunque altro, ed è proprio come è stato. Ho rotto il leash e mi ha raggiunto sul picco per il cambio tavola”.

LANZAROTE QUEMAO CLASS, D’AMICO: SUCCESSI, EMOZIONI E STORIE DEL PASSATO

Questa edizione del Lazarote Quemao Class per D’Amico si è conclusa al Round 1, alla sua prima heat, garantendogli un terzo in classifica, e con un buon punteggio di 11.03. Mentre vive i successi del presente, il team Rider CityBeach non manca di guardare al passato, alle precedenti edizioni della Lanzarote Quemao Class, e ai momenti epici che le hanno contraddistinte. Così – tra risate, lacrime, e una punta di ironia  –  ricorda il  2016, quando un’onda all’apparenza impossibile, gli ha fruttato un perfetto 10. “Quell’onda credo sia il motivo dei miei inviti – scherza D’Amico – nessuno si aspettava quel 10, me compreso. Un ricordo ormai lontano ma sinceramente se chiudo gli occhi e penso mi viene da piangere ahahaha”.

La saga di Roberto D’Amico alla Lanzarote Quemao Class continua a tessere la trama di avventure intraprese tra le onde vulcaniche, e mentre il sole tramonta sulle coste di Lanzarote, la magia di El Quemao continua a ispirare generazioni di surfisti, legando il passato al presente in un’unica onda eterna di emozioni.

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